chi sono?
Io? Non lo so assolutamente. Una persona molto singolare, una persona che invece di parlare scrive. Una persona che troppe volte non parla. Una persona che troppe volte sta bene solo quando scrive. Una persona da sempre commossa dalla sensibilità degli animali e da ciò che di buono possono trasmettere agli umani. Una persona che vorrebbe dedicare la vita a questo.
cos'è questo blog?
E’ un blog anomalo. In realtà un’antologia, molto più che un diario. Un blog che parla di umani e di animali, e del rapporto che c’è tra loro. Un blog che raccoglie gli incontri che gli uomini hanno avuto con gli animali nella letteratura, nella musica, nella poesia, nelle immagini, nei film. Un blog che, in piccolissima parte, raccoglie anche le storie scritte da me. Ogni suggerimento, ogni commento e ogni critica sono graditissimi!
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LA FELICITA' DEI CAVALLI
LA VITA IN CASA CON UN GATTO
IL LEONE E IL CANE (storia vera e commovente)
(Lev Tolstoj, i quattro libri di lettura)

C'era a Londra un serraglio in cui si poteva entrare anche consegnando al proprietario, in luogo del denaro, cani o gatti da dare in pasto alle belve.
Un povero, che non aveva denaro, volle, un giorno, vedere le fiere. Per la strada aveva raccolto un cagnolino randagio, che portò al serraglio. Fu lasciato entrare. Il cagnolino venne gettato nella gabbia del leone perché questi se ne cibasse.
Il cagnolino si mise la coda tra le gambe, si rannicchiò in un angolo. Il leone s'avvicinò e lo fiutò un istante.
Il cane allora si mise sulla schiena, con le gambe in aria, e dimenò la coda.Il leone lo tastò con la zampa e lo costrinse a mettersi in piedi. Il piccolo cane si alzò e gli fece le moine. Il leone lo seguiva con gli occhi, dondolando la testa ora a destra ora a sinistra, e non lo attaccava.
Quando il guardiano del serraglio gli ebbe lanciata la sua razione di carne, il leone ne staccò un pezzetto che lasciò al suo cagnolino. Verso sera, quando il leone si coricò per dormire, il cagnolino si stese presso il leone e gli mise la testa su una zampa.
Da quel giorno, il cagnolino non abbandonò più la gabbia. Il leone lo lasciva tranquillo. Mangiavano e dormivano di buon accordo, e qualche volta il leone giocava con lui.
Un giorno, un signore che visitava il serraglio riconobbe il suo cagnolino, e domandò che gli fosse restituito. Il direttore del serraglio acconsentì; ma quando si chiamò il cagnolino per farlo uscire dalla gabbia, il leone si raddrizzò sulle zampe e ruggì.
Il leone e il cagnolino vissero un anno intero nella medesima gabbia, quando un giorno il cagnolino si ammalò e morì. Il leone rifiutò il cibo, non smetteva di fiutare la bestiola, la accarezzava, la scuoteva con la zampa.
Quando ebbe capito che il suo compagno era morto, diede un balzo, arruffò il pelo, si batté i fianchi con la coda, si gettò contro le sbarre, e si mise a rodere i catenacci della gabbia e a mordere le assi del pavimento. Il suo furore durò tutto quel giorno: percorreva senza sosta la gabbia avanti e indietro e ruggiva. Soltanto verso sera, calmatosi, si coricò accanto al morticino. Il guardiano voleva portar via il cadavere, ma il leone non lasciava avvicinare nessuno.
Il direttore pensò di calmare il dolore mettendo nella sua gabbia un altro cagnolino vivo. Immediatamente il leone lo sbranò. Poi prese il piccolo cane morto fra le sue zampe e restò coricato cinque giorni, tenendolo così abbracciato.
Il sesto giorno morì.
GRAZIE MILLE A LUGI!!!!
IL LEONE E IL TOPO
(Lev Tolstoy, da "I quattro libri di lettura")
Mentre un leone stava dormendo, un topo attraversò di corsa il suo corpo. Il leone si svegliò di soprassalto e lo prese. Il topo lo supplicò di lasciarlo libero, dicendo: "Se mi lasci andare, io, pur essendo un topo, un giorno ti aiuterò". Queste parole divertirono il leone il quale, ridendo, lasciò libero il topo.
Qualche tempo dopo, avvenne che certi cacciatori fecero prigioniero codesto leone, lo legarono ed assicurarono ad un albero la fune che lo legava. Il topo udì il leone ruggire disperato. Accorso, rosicchiò la corda e disse: "Ricordi? Le mie parole ti fecero un giorno ridere, perché tu non pensavi che io potessi aiutarti. Ebbene, ora sarai convinto: anche un topo può essere utile ad un leone."

Questa favola in realtà assolmiglia tantissimo a una favola di Esopo... chissà forse Tolstoj l'ha solo ripresa, dal momento che i suoi libri venivano letti nelle scuole, a vantaggio dei più piccoli.
GRAZIE MILLE A LUIGI!!!!