
ANIME SELVAGGE di Steeve Bloom
Si tratta di un bellissimo libro fotografico. Il titolo è "Anime selvagge" e l'autore è Steve Bloom. I testi sono estremamente ridotti, e ovviamente le fotografie la fanno da padrone... fotografie meravigliose... animali selvatici (non cani e gatti!) colti in atteggiamenti così espressivi e così naturali (nel senso... per niente umanizzati) che ti fanno pensare per forza a quanto sono vicini a noi, e a come possiamo affannarci a negarlo... l'occhio fiero e selvaggio di una tigre... quello dolce e triste di un elefante, che fa scendere quella che indubbiamente è una lacrima... uno scimpanzè che contempla la pioggia... un branco di cavalli selvatici al galoppo, ognuno con un'espressione diversa... stormi di uccelli in volo.. un elefantino che gioca con sua madre... il tutto è corredato da brevi capitoli introduttivi e da citazioni.
Il primo dei capitoli è a mio avviso splendido.
Sensibilità
"Ho visto un elefante in uno zoo che sembrava aver perso la coscenza di sè, ridotto a una sorta di involucro svuotato che, quasi folle, ondeggiava avanti e indietro senza tregua in un piccolo spazio rivestito di cemento screpolato. Non emetteva alcun suono ma sicuramente dentro di sè urlava. Ho sentito storie di delfini che gridavano quando venivano straziati dai pescatori e ho visto chiare lacrime scorrere sul muso di un giovane ippopotamo attaccato dai leoni; tutto ciò a riprova che gli animali piangono e che la violenza gratuita non è appannaggio solo di noi uomini. Fortunatamente ho anche visto delfini stanziali seguire la mia barca nell'atlantico, andare, venire e guizzare fuori dall'acqua con palese piacere. Ho osservato elefanti sguazzare felici nel fango. Quando uno gnu femmina, dopo aver generato il suo piccolo, lo vede per la prima volta, nel suo sguardo c'è qualcosa di straordinario che tutti possono percepire. I balzi di una giovane antilope esprimono inequivocabilmente gioia allo stato puro. Sfido chiunque abbia udito il canto delle balene a non esserne rimasto profondamente colpito. L'essenza della natura selvaggia è lo spirito vitale, l'assoluto mistero che da' impulso e guida a tutti gli esseri che hanno un cuore che batte. Riconoscere l'anima in altre creature viventi significa riconoscerne la sensibilità, la capacità di provare sentimenti e di avere consapevolezza di sè. E' troppo facile sottovalutare gli animali soltanto perchè sono anatomicamente diversi dagli uomini o perchè hanno un loro peculire linguaggio. Gli elefanti, per esempio, si esprimono emettendo suoni a bassa frequenza e sono in grado di comunicare fra di loro su lunghe distanze. Chi ha osservato il comportamento degli elefanti non può che confermare l'esistenza, in questi pachidermi, di caratteristiche simili a quelle degli uomini. La questione, molto dibattuta, se con gli animali si debbano applicare gli stessi elementari principi di giustizia e di etica che valgono per gli uomini suscita vivaci discussioni e da' adito a posizioni contrastanti.. In situazioni di guerra, la facoltà di stabilire un rapporto di empatia fra individui appartenenti a opposti schieramenti e di immedesimarsi nell'altro è offuscata dalla rabbia, dalle divisioni e da un forte impulso di prevaricazione. Venuta meno la capacità di ritrovare in fondo all'animo un sentire comune, la violenza prevale senza che si faccia alcun esame di coscienza. Non stupisce quindi che agli animali, così diversi da noi per aspetto e comportamento, non si vogliano riconoscere molti tratti umani. Se, tuttavia, le scimmie antropomorfe agiscono secondo una loro coscienza e hanno una consapevolezza del proprio essere, grazie a tali facoltà si possono ritenere degne di molti dei nostri basilari diritti. Sorge allora il problema di quali altri animali possiedano tali requisiti e del perchè i criteri che noi uomini ci siamo dati dovrebbero essere gli unici validi per decidere il destino di altri esseri viventi. A questo punto, possiamo noi fare distinzioni e determinare chi non sia idoneo a fruire di tali diritti? Quasi tutte le persone che hanno cani e gatti ritengono che i loro animali siano dotati di sensibilità.. In definitiva si tratta di diversi gradi di rapporto: diventa difficile maltrattare un animale al quale abbiamo dato un nome.
E' sempre più evidente che gli animali possiedono grandi facoltà cognitive e questa affermazione si scontra con l'anacronistica idea che essi siano privi di anima e di pensiero cosciente. mentre è indubbio che le attuali conoscenze umane sono soggette a rapide trasformazioni e innovazioni, bisogna ammettere che, anche nel mondo animale, esistono forme di cultura, benchè la loro evoluzione sia molto più lenta. La cultura, intesa come processo di apprendimento e trasmissione di comportamenti agli altri membri di un gruppo, è riconoscibile, ad esempio, fra i macachi, che hanno imparato a lavare le patate dolci e hanno poi trasmesso questa abilità alle generazioni successive. Con un approccio più diretto (ed è qui che arriva il mio contributo di fotografo) la questione si riduce semplicemente a "vedere e credere". Nelle mie fotografie di animali evito ogni interpretazione filosofica e privilegio il mio personale punto di vista. Le mie immagini non hanno intendimenti scientifici e sono soprattutto una lettura estetica delle comuni opinioni che io, come essere umano, riconosco, accetto, e analizzo attraverso il linguaggio fotografico. Dopo tutto noi esseri viventi respiriamo la stessa aria, condividiamo lo stesso pianeta, siamo fatti di atomi e siamo ugualmente dipendenti dalle risorse naturali della Terra e dalla loro salvaguardia. Quando osservo la mano di uno scimpanzè, vedo una mano non diversa dalla mia. Ricordo che sui monti del giappone, in un mattino d'inverno, vidi una scimmia delle nevi che esaminava il proprio braccio. Mi persi insieme a lei a contemplare le sue lunghe ed eleganti dita e le sue unghie perfettamente disegnate, così simili alle vostre e alle mie. E' il riconoscimento di questi dettagli comuni che ci unisce e ci fa ricordare quanto condividiamo. La storia è disseminata di errori giudiziari: esecuzioni di innocenti, silenziose sofferenze inflitte da coloro che si credono in diritto di mantenere i propri privilegi. Nessuno si preoccupa per le angosce di un bambino, se il trauma per cui egli sta soffrendo non va a vantaggio di una certa causa o di un'altra. Analogamente, in merito al modo di trattare gli animali, possiamo sostenere che essi non soffrano come noi, che siano a un livello inferiore al nostro e di conseguenza che il loro benessere sia irrilevante.. Ma se sbagliassimo, se davvero gli animali avessero facoltà cognitive superiori a quelle che pensiamo? In qualità di specie dominante, non è meglio assumere la più alta posizione etica e rivolgersi agli animali con un rispetto consapevole, partendo dal presupposto che siano in grado di condividere con noi vari gradi di sensibilità?riconoscendo dignità agli animali e trattandoli coerentemente, noi diventeremo più comprensivi e disponibili verso il mondo e sicuramente ci sentiremo meglio con noi stessi"
Steve Bloom