chi sono?
Io? Non lo so assolutamente. Una persona molto singolare, una persona che invece di parlare scrive. Una persona che troppe volte non parla. Una persona che troppe volte sta bene solo quando scrive. Una persona da sempre commossa dalla sensibilità degli animali e da ciò che di buono possono trasmettere agli umani. Una persona che vorrebbe dedicare la vita a questo.
cos'è questo blog?
E’ un blog anomalo. In realtà un’antologia, molto più che un diario. Un blog che parla di umani e di animali, e del rapporto che c’è tra loro. Un blog che raccoglie gli incontri che gli uomini hanno avuto con gli animali nella letteratura, nella musica, nella poesia, nelle immagini, nei film. Un blog che, in piccolissima parte, raccoglie anche le storie scritte da me. Ogni suggerimento, ogni commento e ogni critica sono graditissimi!
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STELLA CADENTE
E’ passato quasi un anno. Sì… ed è quasi un anno che non ti parlo. Avevo paura, vergogna sai… per il modo in cui te ne sei andato. E per le ultime parole che ti ho detto. Ma purtroppo quello che dicono tutti sul tempo che sistema le cose è vero… ed ora, finalmente me la sento di parlarti. E di dirti… innanzi tutto… che quelle due parole non le ho mai pensate, Mos. Mai. Ero solo molto spaventata per te…
Ho molte altre cose da dirti. Ci sono stati, e ci saranno, molti animali che vedrò nella mia vita, molti animali che faranno con me un pezzo più o meno lungo di strada. Molte persone vedranno questi animali vicini a me. Ma nessuno sarà mai, nessuno rappresenterà mai, per me o per tutti gli altri, quello che hai rappresentato tu…
Ora… ora che non ci sei, che sei in un posto che non posso vedere, probabilmente sai molte più cose di me. Credo che tu ora sappia cosa sono le stelle cadenti, e cosa proviamo noi umani quando le vediamo. Vero? Forse stiamo fissando il cielo per caso e non te lo aspetti…ed ecco un bellissimo bagliore, una riga di luce, più o meno curva, che passa veloce, velocissima, ruba con prepotenza lo sguardo di chiunque, i più fortunati riescono a malapena ad esprimere un desiderio, e poi sparisce. Nel nulla. E tutto è buio come prima. Ma è anche tutto molto diverso. Perché quella luce ce l’hai dentro al cuore. Un umano che vede una stella cadente, dopo essere riuscito a scorgerla, è diverso. Può essere che pensi: “C’era? L’ho vista sul serio???” e che il più delle volte scrutando dentro di sé concluda: “C’era, c’era, l’ho vista.”. Ti stravolge la serata, e ogni giornata, anche la più noiosa, è resa speciale da una stella cadente. Nessun umano resta indifferente ad una stella cadente. Poche frazioni di secondo, che ti stravolgono piacevolmente, ti danno una forte emozione e ti regalano un luminoso ricordo, e forse un desiderio, prima di sparire nel buio.
Tu, piccolino, sei stato la mia stella cadente. Tutti quelli che ti hanno visto o che hanno sentito parlare di te… è come se avessero visto una stella cadente. E il tuo passaggio quaggiù è stato breve come quello di una stella cadente. Ma proprio come una stella cadente hai lasciato il segno,la tua luce, per sempre. Nel mio cuore, e nel cuore di molte altre persone. E proprio come una stella cadente ti stravolge una giornata in poche frazioni di secondo, tu cucciolo mio in pochi mesi mi hai stravolto l’esistenza, in meglio. Ti sono bastati questi pochi mesi… per prendere la mia vita e farne quello che volevi, e sono estremamente contenta che sia stata in mano tua. Non potevo sperare in una stella cadente migliore…
Tu eri tanto diverso da me e da Akela. Diversissimo… tu eri così luminoso, così felice, non trovo le parole per descrivere la tua voglia di vivere…ti ho sgridato troppo, Moscardo. Me ne pento, credevo che dovessi obbedirmi come un cagnolino e non capivo che la tua irruenza, la tua vivacità, fossero soltanto il modo più naturale che avevi per esprimere la tua immensa e grandiosa voglia di vivere… io ho sempre pensato che sia stato tu a voler venire da noi. Ne sono sicura, riuscivi a comandare tutto e tutti. Chi lo sa, magari hai pensato: “Andiamo a portare un sorriso a questi due musi lunghi!!!”. Felicità, corse in giardino, voglia di vivere… me li hai regalati, Moscardo? Davvero me li hai regalati, come dice la poesia che ho trovato su un foglio poco tempo fa?
Non ti ho reso onore, Mos. Non ho reso onore ai tuoi splendidi regali, durante quest’anno. Ma cercherò di fare diversamente, da ora in poi… cercherò di ritrovarti nei tuoi giochi, nei luoghi in cui sei stato felice. Cercherò di pensare un po’ di più alla tua vita e un po’ di meno alla tua morte… così, davvero, potremo vivere di nuovo insieme… tutti insieme. Perché da quando ti ho conosciuto, piccolino, mi hai ammaliato a tal modo che non passerò mai più un giorno della mia vita senza essere circondata da qualche creatura appartenente al Popolo Dai Mille Nemici.
E poi… lo sanno tutti… le stelle cadenti… non cadono. Non spariscono nel nulla. Sono meteoriti che passano veloci, e fortunato chi riesce a guardarli. Ma non svaniscono. Continuano il loro viaggio senza che possiamo vederli e… chi lo sa, forse si faranno vedere da qualcun altro, dall’altra parte del mondo. O forse, prima o poi, torneranno da noi…e potremo vederli ancora e per più tempo. Forse per sempre…
Buon viaggio Moscardo. Grazie per essere passato da me.
SOGNI e FANTASMI

Nella mia famiglia... o forse sarebbe più appropriato dire nella famiglia di mia madre, fare sogni strani, premonitori o di allarme per quanto sta accadendo da qualche altra parte nel momento in cui l'addormentato sogna, senza che questo possa minimamente immaginarlo, è considerata una cosa normale. Soprattutto... soprattutto sono i morti ad essere sognati. E questi morti appaiono sotto sembianze rassicuranti di chi sta molto bene, e avvertono l'addormentato do un problema, o gli danno dritte per superarlo.
Bhè... non è che tutto questo abbia portato grandi vantaggi, comunque. Si tratta di premonizioni riguardanti la cerchia di questa famiglia e anche quando ci sono state vincite al lotto perchè un morto non faceva che ripetere un numero, queste sono avvenute solo quando chi sognava aveva realmente bisogno, e la cifra vinta è sempre stata solo quella di cui il sognatore aveva realmente bisogno.
Sia ben chiaro, io non credo a queste cose. Io credo che loro sognino cose che si aspettano che accadano, credo che sognino i morti stare bene perchè è quello che speriamo tutti. Ogni volta, anche se tutte le prove sono contro di me, parlo di coincidenze e non faccio che dire che i sogni sono i nostri più profondi desideri o le nostre più nascoste paure. A me questo "dono" non è toccato. A mio fratello sì.
Ho avuto dei lutti... che riguardavano umani. Ma non ho mai sognato i morti, nè star bene nè star male. La cosa per me non era importante, anche se a quelle persone avevo voluto bene. Con la morte di Akela, sei mesi fa, purtroppo le cose sono cambiate.
Non mi interessa fare sogni premonitori o vincere al lotto. Ma Dio solo sa quanto lo vorrei sognare, il mio tesoro. E' impossibile da spiegare a chiunque. Ciò che mi legava a lui è stato il sentimento più forte che abbia provato e, anche di fronte a persone che hanno perso i genitori da piccoli o che hanno avuto altri lutti prematuri in famiglia...io non posso comunque, anche se ci provo, non soffrire, persino davanti a loro, quando ogni mese si rinnova quello che per me è proprio un lutto. Sì: un lutto per la scomparsa del mio cane, l'essere che su questa terra ho amato più di ogni altra cosa e, ciò che è ancora più grave, quello che qualunque cosa accada continuerò ad amare. Più di ogni altra cosa.
Ogni sera prima di addormentarmi chiedo a Dio di poterlo sognare. Non mi interessa se non è vero... ma lo vorrei sognare felice, è il mio più grande desiderio. Forse lo ho sognato, una volta, anzi mezza...fino a poco tempo fa sedendomi vicino alla ghiaia sotto la quale c'è la buca in cui il suo corpo riposa mi sembrava di sentirlo vicino, avevo questo sollievo. Ora non è più così.
Mio fratello lo ha sognato. Lui gli ha fatto vedere che non aveva più male al collo. Era giovane e bellissimo, e sempre nel sogno di mio fratello Akela cercava di svegliarmi e non riusciva. Non so che significa. Ammesso che significhi qualcosa.
Io lo sognavo solo vomitare sangue in una stretta gabbia del reparto di terapia intensiva. O peggio, sognavo che una persona che conosco mi rimproverava di averlo seppellito vivo. Scavavamo e lo trovavo vivo davvero, e io ero contenta... ma lui stava malissimo. E io dovevo stargli vicino nelle poche ore che gli restavano. Sogno che esprimeva senz'altro il senso di colpa nascosto per averlo fatto addormentare per evitargli quelle ultime, poche e lunghissime ore di sofferenza. Senso di colpa motivato dal fatto che sono sicura che se Aky avesse potuto parlare avrebbe detto di volerle vivere, quelle ore. Ero io che non volevo che lui soffrisse più.
Erano incubi, i sogni riguardanti Akela. Per questo ho cominciato a pensare che al di là della morte non c'è nulla. Lui non mi permetteva di avere degli incubi, da vivo, mai.
Ricordo uno dei tanti incubi astratti che ho avuto...incubi in cui non c'è niente, solo vortici di sentimenti negativi amplificati...incubi dai quali era impossibile svegliarsi quella volta era stato bellissimo, perchè avevo trovato una cosa che aveva senso, là in mezzo, un naso. E mi ci ero aggrappata. E c'erano dei baffi e poi un muso... e mi ci ero aggrappata con tutte le mie forze. Quando mi sono svegliata c'era lui, Akela, che aprendo due porte e infrangendo tre divieti era venuto a salvarmi dall'incubo.
Volevo parlarne perchè alcuni giorni dopo la sua morte ho rifatto lo stesso identico sogno. E a un certo punto ci ho trovato un naso, dei baffi, un muso... e mi sono aggrappata a loro per svegliarmi, contentissima: Akela era ancora vivo! La sua morte era solo una parte del brutto sogno. Mi sarei svegliata e lui sarebbe stato ancora con me!!!!
Ovviamente al mio risveglio non c'era lui. C'era Altair. Il naso, i baffi, il muso erano i suoi. Aveva aperrto due porte e infranto tre divieti per salvarmi dall'incubo...come il suo predecessore... ho pianto tantissimo. Ma, mi duole dirlo, non per commozione nei confronti di Altair. Ho pianto perchè Akela era morto davvero.
Ma in questi giorni sono riuscita a sognarlo, o almeno credo. Senz'altro era sua la zampa che ho sognato. E stretto nella mano con la forza di chi si aggrappa a qualcosa di solido e forte per non cadere nel vuoto... Senz'altro erano suoi quegli occhi scuri, che mi sono parsi preoccupati, non sereni. Ricordo di avere detto: "ti prego, ti prego lasciami qui. Non mi voglio svegliare!!!"poi quegli occhi sono svaniti emanando una luce troppo forte per poterla guardare, ma io ho stretto la zampa più forte che potevo. Sentivo anche lei svanire pian piano, rimpicciolirsi...alla fine mi è rimasta in mano una zampa grande la metà di quella di Akela. Una zampa bionda, ero sveglia. La zampa di Altair. Che ora dorme nel mio letto, come avrei voluto tanto che ci dormisse Akela.
Quello che è buffo è che ho sognato anche Moscardo. Il mio sogno su di lui è pressocchè ridicolo. Ma tremendamente in linea con il carattere del mio piccolo folletto. Ho sognato che era enorme, alto quasi quanto me. Ho sognato di toccare la sua pelliccia, un'ultima volta, ed era così morbida che ho cercato di abbracciarlo, ma lui graffiava! Non gli sono mai piaciute le smancerie. Poi, come aveva sempre fatto da vivo, quando mi sono girata e gli ho dato le spalle ha cercato di richiamare la mia attenzione dandomi affettuose musatine sulla schiena, ma siccome era enorme faceva un po' male... "basta, mollymolly!!! "gli dicevo."basta musatine!" e ridacchiavo. Poi mi sono svegliata, e ho visto cha Altair mi stava prendendo a testate la schiena, perchè non riusciva a risalire sul letto.
Nella peggiore e più probabile delle ipotesi, loro due semplicemente non ci sono più. E nella migliore dubito che comunichino con me in sogno come nella colonna sonora di Titanic. Non credo, anche se Altair non ha mai interferito con nessun altro mio sogno, che mi stiano cercando di far capire di prendermi cura di lei ora, perchè lei ha bisogno.
Ma forse sono io che mi rendo conto che, se fossero vivi, questo vorrebbero.
ti porterà dove niente e nessuno l'ascolterà
la canterò con poca voce, sussurrandotela
e arriverà prima che tu ti addormenterai
E se mi sognerai
Dal cielo cadrò
E se domanderai
Da qui risponderò
E se tristezza e vuoto avrai
Da qui cancellerò
Sognami se nevica
Sognami sono nuvola
Sono vento e nostalgia
Sono dove vai
E se mi sognerai
Quel viso riavrò
mai più, mai più quel piangere per me
sorridi e riavrò
Sognami se nevica
Sognami sono nuvola
Sono il tempo che consola
Sono dove vai
Rèves de moi amour perdu
Rèves moi, s'il neigera
Je suis vent et nostalgie
Je suis où tu vas
Sognami mancato amore
La mia casa è insieme a te
Sono l'ombra che farai
Sognami da lì
Il mio cuore è lì."

Mi hanno chiesto che cosa mi piace del mio cane... è stato così difficile rispondere!
Di Akela mi piace la sua fierezza, la sua dignità, la sua riservatezza. Il suo non lamentarsi mai per nulla al mondo, il suo innocente e coraggioso subire e adattarsi ad ogni situazione nuova mantenendo il contegno di quello che potrei definire un vero lupo. Rispetterò sempre questo lato del suo carattere, è quello che preferisco, perchè lo rende quasi unico al mondo.
Di Akela adoro i suoi grandi occhi, troppo, troppo grandi... avrei preferito li avesse avuti molto più piccoli. O che non li avesse avuti affatto. Non sarebbe stato costretto a vedere come può essere scellerata e coprirsi di vergogna la specie umana. Ma ora sono lì, e sono enormi. E pieni di cicatrici. E nonostante questo sono capaci di regalare sguardi dolcissimi, pieni di affetto...sembrano quasi gli occhi di una femmina. Sono così gli occhi degli angeli?...
Di Akela adoro il suo mantello, un tempo nero come l'ebano più pregiato, ora d'argento ma ugualmente prezioso. Quel mantello che io spazzolo continuamente, mentre lui, immobile, fiero di averlo si fa spazzolare come un cane di razza addestrato. Quel mantello che ha raccolto le mie lacrime nel periodo più triste... senza che l'avessi cercato, era lui a porgermelo. Forse per questo ora lui è d'argento e io sono felice...
Di Akela amo la coda. Perchè sono l'unica umana per la quale la muove, anche se non mi merito tanto onore da quello che a tutti gli effetti è stato un lupo.
Di Akela amo le zampe, le sue robustissime zampe forti come tronchi d'albero, perchè gli hanno permesso di scappare con velocità quando c'è riuscito, di prendere meno botte, di avvicinarsi a me... e gli permetteranno di venire con me in un posto lontano.
Di Akela amo... e invidio, il saper perdonare. La sua incapacità di odiare... la sua generosità verso gli umani. Il suo sorriso, il suo impagabile sorriso che riempie il cuore… non si direbbe che un cane che ha sofferto tanto possa sorridere a quel modo. Non si direbbe il sorriso di un lupo.
C'è una cosa sola che odio in lui. La sua incancellabile paura... è pretendere troppo, lo so... ma io vorrei accarezzarlo tanto da fargliela uscire, vorrei spaventarla questa paura e non vederla mai più, vorrei... vorrei prendermela sulle spalle piuttosto, non importa se cambio, se divento più paurosa io!!!! voglio fare con la sua paura quello che lui ha fatto con le mie lacrime. Voglio compiere un miracolo, ma non essendo un angelo, purtroppo, non ci riesco.